La settimana di sosta del campionato, si sa, nasconde benefici e insidie per tutti: si può tirare il fiato dopo tanti impegni spesso ravvicinati, si può lavorare meglio su aspetti fisici e tattici ma il rischio è sempre quello di allentare la tensione agonistica, perdere insomma il ritmo partita e, per evitare questo, è fondamentale programmare bene, quasi col bilancino da farmacista, le sedute di allenamento. 

“Quando non c’è la partita nel weekend – spiega Antonio Sinisi, preparatore atletico della CDM Futsal – l’approccio dei giocatori all’allenamento non cambia quasi per nulla. Loro ovviamente sanno benissimo che non ci sarà l’appuntamento di campionato ma cambia solo questo. Quando hai la partita, ci si concentra su un tipo di lavoro più specifico, sia a livello fisico che tecnico-tattico poiché andiamo a valutare situazioni che ci preparano per la gara, emersi spesso dall’analisi approfondita dell’avversario che andremo ad affrontare. In questa settimana che è più di scarico, magari, si diminuisce il numero delle sedute, come frequenza, ma manteniamo un livello abbastanza elevato a livello d’intensità e di carico, questo anche per mantenere sempre alto il livello dell’approccio mentale”.

Questa sosta peraltro è a ridosso del periodo natalizio durante il quale, però, il campionato non si fermerà praticamente mai. “Questo influisce poco – prosegue Sinisi – In questa prima metà di campionato abbiamo avuto due turni di riposo, uno in cui ci siamo fermati solo noi e poi questo in cui tutte le squadre sono ai box, abbiamo avuto il tempo necessario per effettuare qualche richiamo di preparazione fisica, come dei lavori a secco più incentrati sulla corsa dal punto di vista organico, con dei fini di adattamento cardio-respiratorio o magari aggiungere una seduta di forza con un richiamo di lavori con sovraccarichi. Abbiamo sfruttato bene queste due pause per aggiungere qualche richiamo più fisico, quindi non avere la sosta natalizia influisce forse dal punto di vista mentale sui giocatori ma, da quello fisico, avendo avuto queste due finestre, siamo stati in grado di sfruttarle al meglio per farci trovare nella giusta condizione”.

Natale però… è sempre Natale, anche a tavola e anche per gli atleti. Quale strategia adottare, quindi? Sergente di ferro intransigente o possibilità di tollerare qualche sgarro alimentare? “A livello di regole alimentari, tutti i nostri atleti hanno degli schemi ben precisi che vanno al di là del periodo natalizio. In queste settimane di festività, poi, avremo tre partite da disputare quindi cerchiamo di tenere un regime alimentare sano ed equilibrato, come nel resto della stagione. Certo, sappiamo che è Natale e sono il primo a dire che, in questo periodo, un piccolo sgarro lo si può concedere a tutti e anzi può aiutare a star bene. Poi quando si torna in allenamento, rivesto i panni del sergente di ferro per far sì che il lavoro venga svolto col massimo dell’attenzione, della concentrazione e dell’intensità, come sempre fanno i nostri ragazzi”.

Ma allora qual è il pranzo (o il cenone) di Natale di un perfetto atleta di calcio a 5?  “Direi che un vero professionista – conclude Sinisi – a Natale deve mantenere questa sua caratteristica anche a tavola e anche a Natale. Il pranzo o il cenone sono momenti importanti, nei quali eccedere non serve a niente. Bisogna saper mantenere il nostro schema pur tollerando qualche sgarro, qualche piccola concessione alla gola. Vanno benissimo ad esempio i tortellini in brodo, le varie carni o il baccalà, qui poi dipende anche dalle tradizioni culinarie di ogni parte d’Italia o del mondo che ogni nostro giocatore porta sulla sua tavola in queste feste. Io, da buon barese, non posso che dire che i tortellini in brodo o la pasta al forno, per quel giorno speciale, o la lasagna o l’agnello, vengano serviti sulla tavola di tutti, anche di un giocatore professionista. Poi ognuno declina il pranzo o il cenone di Natale secondo le sue tradizioni, che siano dalla Puglia, dalla Liguria o dall’altra parte del mondo come il Brasile. Magari sempre meglio non eccedere troppo con gli alimenti più grassi, limitando quindi le quantità di certi cibi. Il panettone, ad esempio: un fetta va bene, così come va bene un bicchiere di prosecco ma ognuno deve sempre essere responsabile di ciò che fa. E di ciò che mette nel proprio piatto, anche a Natale. I nostri ragazzi sono dei professionisti e si faranno sicuramente trovare pronti”.